mercoledì 31 marzo 2021

Tutto Mappe per la scuola

 


Sito didattico per la scuola.
Mappe concettuali, riassunti, schede, link utili e tanto altro



Tutto Mappe Scuola




mercoledì 10 giugno 2020

La cucina di Sara

Muffin al cioccolato


Cucinando con Sara


E' un pomeriggio noioso e non sai cosa fare? Oppure ti vuoi divertire a pasticciare con farina, zucchero e cioccolato? Allora visita 

LA CUCINA DI SARA per trovare tante semplici e dolci ricette!

Ma chi è Sara? Si potrebbe pensare ad una blogger navigata, ad una nonna esperta ai fornelli o ad una pasticcera professionista... Niente di tutto ciò! 
Sara è...LA MIA BAMBINA! 





Sara
Ha solo 10 anni (che compirà tra un paio di settimane) ma già si diletta (e con successo direi) a preparare dolci, con mani piccole ma sapienti, che a detta di chi li mangia sono davvero ottimi!


Stelline goccioline













Torta di Pasqua



Cucinare si sa, è un'arte che richiede tecnica ed esperienza ma se queste cose, che si maturano col tempo, si innestano su talento e passione innati allora il risultato sarà eccezionale!

A questo punto non vi resta che visitare il suo sito e deliziarvi con le sue ricette!

giovedì 4 aprile 2019

Alfonsina Y El Mar

Singolo dell'album dei Bonayres
"Alfonsina Y El Mar" 


Bonayres LIVE STUDIO

Con orgoglio il gruppo musicale sardo di musica argentina, i BONAYRES, presentano il loro primo lavoro discografico live, registrato il 28 Gennaio 2019 a Cabras nello SINIS WAVE di ANDREA CUTRI.
E' questo il frutto dell' ascolto e della ricerca, un lungo lavoro che ci ha portati a navigare nelle profonde acque del Tango, in quel mare di sonorità e passione, quella stessa che ci ha spinti a voler lasciare comunque un'impronta sulla battigia di questo oceano "sfidandone con umiltà l'irresistibile forza della tradizione, piegandolo ad una lettura attuale, con l'arrangiamento e la ritmica e l'apertura a influssi jazz " (Antonello Muscas).

Dal 2016 infatti il gruppo ha "scavato nelle trame di un universo musicale solo apparentemente lontano, il Tango: passione, sensualità, amarezza, rimpianto, sobborghi animati da fantasmi lunari. Poesia, incarnata nei testi di Gardel, Solanas, Manzi, dove la donna emerge nella sua potenzialità creatrice e nelle sue melancolie. La voce, immanente quanto il bandoneon, a scandire visioni del sogno o della realtà dei vicoli" (Antonello Muscas). 


Hanno dunque lasciato le loro orme ma "con rispetto: per la tradizione come per il dirompente universalismo che il Tango ha raggiunto, come distinto genere musicale, con Astor Piazzolla".


"Per l'occasione abbiamo chiesto la collaborazione del pianista, nonchè amico, ANTONELLO MURA che ha impreziosito alcuni brani con la maestria che gli è propria.

Il disco è stato anche l'occasione per l'inserimento nel gruppo di un nuovo membro, ANTONELLO MUSCAS che ha dato risvolti inaspettati ai brani."

"Ringraziamo PIERGIANNI ARLOTTI per la recensione. 

Un ringraziamento speciale va alla EYEAMSPECS di GIOVANNI MUSCAS, amico e sincero ascoltatore, che ha sponsorizzato in buona parte il disco aiutandoci a concretizzare il nostro lavoro.

Ancora un ringraziamento speciale va allo STUDIO GRAFICO di OTTAVIA LAI per il progetto grafico che ha gentilmente messo a disposizione il suo tempo e la sua professionalità per dare una veste visiva alla nostra musica.
Ringraziamo infine l'impeccabile professionalità di ANDREA CUTRI per il suono e il mixaggio."

A questo punto  non  resta che  augurarvi  buon  viaggio, sospinti  dall'eco di  sonorità  lontane  che come una  bussola vi guideranno  in  questi  mari.                                                                                                                                                    




domenica 16 dicembre 2018

IL GIOGO




Più da me udir potrai

carezzevoli suoni

né aride mani

consacrar potranno

più teneri gesti.

Annuncia a lutto la campana

che sodalizio non fu

ma rapido scontro

di cuori indigenti.

Se anche l’ancella nostra,

che paziente ci riunì,

comparir dovesse a questa soglia

e il voluttuoso giogo

ancor d’affanni asservirà

i nostri sensi,

più d’affetti il cuor si colmerà

poiché fasulli son gli specchi

in cui ti miro

e menzogneri i profondi

motti del tuo esser mio.

giovedì 29 novembre 2018

I NOSTRI PASSI


Che ne sarà dei nostri passi
or che solitari procediamo,
or che Musa  tornata è nei suoi regni
e più petali spargerà sul nostro suolo?

Resteranno attesi i baci
e mani ancora cercheremo
nell'oblio del sonno?

Che ne sarà dei nostri giorni,
inattese fenici adornate a festa
che bruciar pur dovranno 
nell'ordinario tempo?

Resterà del rinnovato incontro
il fresco stupore
che persi ritrovammo?

Avanziamo su sabbie incerte
misurando i nostri passi
nel cauto incedere
del domani.

domenica 25 novembre 2018

NESSUNO

Taci, son tornata. Correvo segretamente per giungere qui e credo che questo giardino stia diventando sempre più solitario.
......

No, non passa nessuno di qui, stai tranquillo, ci siamo solo noi, che convulsamente tramiamo alle spalle del mondo per farci scoprire. Ma nessuno passa di qui, stai tranquillo.
......

Si, glielo dissi, sì, ma niente, non è successo. Quei soffici petali hanno atteso fino alla fine prima che il loro profumo imputridisse; i colori hanno fieramente assistito al disfarsi di se stessi e il lurido verme ha trafitto la rosa mentre impavida si dava al vento, morente, per disperdere i suoi semi. Ma no, non è passato nessuno di qui.

QUI non passa mai nessuno




NESSUNO,
passa di qui una volta 
e cogli di te stesso i frutti.






*********************************************
"OGNI ENERGIA CHE VA OLTRE IL SUO MASSIMO
DIVENTA IL SUO CONTRARIO"






sabato 24 novembre 2018

MORBIDE RIVE




Al traboccar del cuore,
incapace il verbo stilla
e sul bianco si riversa.

Ma è dissimulata sembianza,
impreciso artefatto
e avaramente si fa stagno
il copioso fiume
e fioco lume
l'infuocato giorno.

Oh, potesse il Divino
del Vero donarmi il lemma!
Degnamente 
canterei del tuo amore!

 Di quando, al rosso chiarore,
calano i pensieri
e spezzati si levano i sospiri.

E di quando l'impaziente anelito
si fa strada per trovar riflesso
nell'estatico tocco,
che lambisce le morbide rive
per poi in esse riversarsi, 
colmo di se.

Ma vana è la parola
ed esausto il pensiero implode
nell'inquieta attesa
di trovar di se stesso 
più veritiero specchio.














martedì 20 novembre 2018

UNA LUNGA SCIA VISCOSA


Mi trascinarono nel luminoso corridoio, riccamente decorato e la porta si aprì sull'ufficio grondante di profumo di fresche rose. Lo sguardo rassegnato e duro della direttrice mi si spalmò addosso come colla per topi e per quanto mi dimenassi non mi sarei potuta districare dalla riprovazione che provava nei miei confronti.
Mi vergognavo e a ragione.

- Signorina - iniziò - Ho tentato invano di portare pazienza con lei, giacché è sempre stata una delle mie allieve migliori, brillante, quasi geniale oserei dire, ma la sua recente condotta ha decisamente oltrepassato ogni limite!

La colla era sempre più viscida e densa e io ci stavo annegando.

- Se non sbaglio,  nell'ultimo nostro colloquio affrontammo tutta una serie di questioni, chiamiamole così, riguardo alle tematiche e agli avvenimenti che tanto la turbano, sviscerandole nei più reconditi risvolti, tanto da non lasciare più adito a fantasiose e bizzarre interpretazioni. Confidavo nel suo innato buon senso e in ciò che in tutti questi anni ha appreso presso la nostra struttura, ovvero disciplina, razionalità, abnegazione per Causa, che è sempre stata il suo unico interesse. Sempre.

Quanto ci mette un topo a morire invischiato? Qualcuno dice anche tre giorni. Potevo resistere così tanto?

- Per questo sono esterrefatta e profondamente oltraggiata per ciò che lei continua a perpetrare alle nostre spalle! Dovrebbe vergognarsi! Tradire in questo modo la fiducia che in lei è stata così ingenuamente riposta. Quale infido serpente sta manovrando il suo cervello? Deve destarsi, si svegli! Se non riuscirà a fermarsi da sola saremo costretti, nostro malgrado, a farlo noi. E qualora nemmeno con la maestria della nostra arte dovessimo riuscirci, beh allora signorina, ci penserà qualcun'altro a sbarrare il lugubre sentiero che si ostina a percorrere.

Potevo resistere così tanto? Potevo aspettare che qualcun'altro arrivasse a sciogliere questi vischiosi pensieri, questa follia appiccicosa, questa densa palude entro la quale stavo sprofondando?


Mi ricondussero nel luminoso corridoio verso la mia camera. Ad ogni passo lasciavo dietro di me una lunga scia viscosa e il rischio più grande era uno solo: che qualcun'altro potesse restarci attaccato con me.

INFARTI


- Presto! Presto! Chiamate subito un dottore!!


- "E' messa troppo male, sarebbe quasi inutile...

Le è dato di volta il C.U.O.R.E. e le si è fermato il cervello."

domenica 18 novembre 2018

EPPURE SO...


In questo incerto autunno, tra foglie cadenti come le estive comete che furono, ritorno nei boschi a noi cari, amata amica, per dissipare una volta di più le inquietudini dello spirito.

Asciutti e pungenti sono oggi giunti i primi freddi e la Natura cerca invano di conservare i pochi colori, come denudata dama che tenta di preservare il suo pudore con ristrette vesti, divenute vecchie per la matura età.

E così tra queste alte braccia tese al cielo, quasi a chieder pietà per coloro che sotto di esse procedono, di nuovo ripercorro con la mente gli ultimi eventi, che tanti affanni procurano ad un animo da troppo disavvezzo a certi turbamenti.

Ahimè, quale pena il non sapere e DOVER così IMMAGINARE! 

In quanti altri deliri questa mia febbrile mente continuerà a perdersi e quali basse passioni trascineranno il mio cuore alla perdizione?


EPPURE SO  quanto puerili siano certi giudizi ma ciò nonostante indugio in essi, come lingua che coscientemente vuol battere là dove il dente duole.
Quel giorno mi domandai se alla fine avessi vinto o perso il penoso duello con me stessa, ma ancora vana è la speranza di trovare un responso.

EPPURE SO, o dovrei sapere, quanto provvidenziale fu quell'apparizione, serafico deus ex machina, celestiale redentrice, inconsapevole sacerdotessa di antichi e logori legami, datisi a nuova vita dalle fredde ceneri del tempo.
Perchè dunque, mia dolce amica, quest'obliqua inclinazione mi trattiene nel pantano di un'irragionevole e ottenebrata prigione, di cui sol io sono l'impietosa aguzzina?
Perchè l'amabile e gentile soffio dell'indulgenza non alberga più nel mio cuore, ma come storno ha preso il volo verso lidi che non sono più i miei?


EPPURE So anche che infondo del tutto non erro, che gli affetti lascian sempre umide impronte, come onde che si frangono sulla battigia dell'anima e la cullano con invisibili carezze e per ciò e di ciò esse vivono, LE ANIME, chè morti siamo fino a che Vita non ci desta col suo caldo bacio d'amore.

E DUNQUE SO che fintanto la misura non trasmuterà l'oscura notte in prima e rinnovata luce, raminga continuerò a vagare in questi boschi, amata amica, muta, cieca e sorda a me stessa, invocando quella clemenza che solo io posso concedermi.





lunedì 12 novembre 2018

MEGLIO e PEGGIO

"Si stava meglio quando si stava peggio" - dissi.
"Ne sei proprio certa?" - rispose allusivo.

"Quando tutto era ordinato e prevedibile, si stava meglio. Si stava meglio perchè in medio stat virtus e non andavo giù perchè nemmeno salivo su. 
Decisamente equidistante, si stava meglio nel peggio che umanamente si potrebbe sopportare: l'essere alla frutta dell'essere più squisitamente umani."

"E adesso, qual è adesso il peggio del tuo meglio?" - chiese.
"Che ci sei veramente tu, ma non esisto più io".

lunedì 5 novembre 2018

DIAFANA PRESENZA

Cara Josephine,
quanto tempo è trascorso dal nostro ultimo colloquio? Quanti inverni son passati prima di sentire ancora il pensiero tuo nel mio, quante lune son sorte e scomparse nel firmamento del nostro segreto sodalizio?
Ma non indugiamo oltre sul tempo, giacché siamo qua.

Cosa dirti amica mia, se non che questo cuore, avvezzo a sospiri e melanconie, giace ancora qui sospeso, tra inganni e realtà.

L'egoismo, cara, l'egoismo, ecco ciò di cui vorrei parlarti oggi. Egoismo e ipocrisia, bestie non rare tra gli animali sapienti, le più feroci, le più meschine tra le  umane fiere.

Si può dire di amare nella morsa dell'ego, che fa a brandelli anche la più tenera innocenza? O forse l'innocenza non esiste ma è l'inconsapevole specchio di un mal celato narcisismo? O siamo noi invece che non crediamo all'ingenuità, dopo anni di argute malizie?
Troppi quesiti, pochi responsi.

Mia adorata, penso che prima o poi pagherò pegno per questa mia sciocca attitudine, quella che sovente mi porta a dubitare dell'indubitabile, a deturpare l'irreprensibile, a macchiare i fiori candidi della verità.

Si, dolce Josephine, amica leggiadra, tu meritevole di quella grazia che talvolta non m'appartiene , quando la mente mia vuol sabotare ciò che il cuore ha disegnato. 

Sento la fredda distanza dai comuni affari, ma di ciò non mi dolgo. Mi cruccio invece quando in malo modo e contrariamente alla volontà mi spingo per perigliosi sentieri, come caparbia infante che va dove sa che non dovrebbe, solo per il gusto di vedere fin dove si spinge il capriccio, ignara che il sentiero potrebbe richiudersi alle spalle da intricati pruni, smarrendo così la via.

Cosa dire ancora, mia benevola astante, forse nient'altro giacché non posso non percepire il tuo silenzio, il tuo rassegnato giudizio, la tua pietà. Oggi so di meritarlo. Perdonami, non avrei dovuto importunarti, lo capisco.

E' tempo che vada amica mia, silente creatura, diafana presenza dei pensieri miei.

Tua







sabato 3 novembre 2018

E' SOLO IL TUO EGO FERITO

Tra foglie, rami e sudore giunse in cima.
L'ombroso ingresso era lì, dipinto di antichi muschi, come quei passi che a migliaia la condussero là, eternamente ripetuti. 

Intima tana, rivelata casa, l'attendeva come sempre, che il passaggio dentro l'utero della montagna si compisse un'altra volta.

Giunse il suono, ferma carezza, che consueto manifestò se stesso.

"Sei tornata".
" Si, sono qui, ancora e ancora qui".

Nel tepore della tenue luce, si accoccolò, stanca, insicura, in attesa, confusa, umiliata, speranzosa, ingenua, vuota.

"Sei tornata...PERCHE'?"


PERCHE'

"Ho paura".
"Ho               PAURA".

"Non dovresti e lo sai".

"Non c'è più
il suolo fermo, 
la stella fissa, 
il secolare albero, 
si è tutto spostato, 
ogni cosa poggia su acqua che si muove e nulla è sicuro".

"Pensavi che l'eterno non mutasse? Che il firmamento fosse di pietra? Che il vento non piegasse anche il ramo più forte?"

"La porta si è aperta."

"Tu hai dato la chiave"

"La soglia  è stata violata"

"Tu hai indicato la via"

"Ha visto l'infinito"

"Si è solo specchiato. Come facesti tu"

"Ho paura"

"E' solo il tuo ego ferito"

E' SOLO IL TUO EGO FERITO

" Non ricordo chi ero, non so più chi sono, solo riflessi senza luce, vetri opachi, occhi bianchi. Ho PAURA."

"APRI IL TUO CUORE! 

Aprilo, 
accogli, 
allarga le braccia, 
che l'Amore non è avaro, 
che l'Amore ha mani immense
che l'Anima si frange in mille volti
Madre generosa che nutre molte bocche e mai s'asciuga.

GUARDA! Gioisci!
Meschino colui che tiene per se e lascia morire!

Non temere, ritorna, ritorna A chi eri, che il volo più alto sarà quello più libero, ritorna a chi eri, ritorna CHI eri.
E RICORDA:

E' SOLO IL TUO EGO FERITO"

E ridiscese sui suoi passi, ancora una volta, ma ancora non sapeva se aveva vinto o aveva perso, se fosse stata una grande vittoria o la sua più misera sconfitta.




venerdì 2 novembre 2018

SE VUOI CAMBIARE IL MONDO...

SE VUOI CAMBIARE IL MONDO AMA UN UOMO (di Lauren Wilde)

Se vuoi cambiare il mondo ama un uomo, ma amalo veramente.
Scegli colui la cui anima chiama la tua e ti vede chiaramente;
che ha il coraggio di avere paura.
Accetta la sua mano e guidalo delicatamente verso il tuo cuore insanguinato dove potrà sentire il tuo calore su di lui e riposare lì e bruciare il suo fardello pesante nel tuo incendio.

Guarda dentro i suoi occhi, in profondità, e osserva quello che lì dorme o veglia.. timido o pieno di aspettative.
Guardalo negli occhi e vedi i suoi padri e nonni, tutte le guerre e la follia dei loro Spiriti che hanno combattuto in qualche tempo lontano, in qualche terra lontana.
Guarda i loro dolori e le lotte, i tormenti, i sensi di colpa, senza giudizio e poi Lascia Andare tutto.
Conosci il suo fardello ancestrale
e sappi che ciò che cerca è sicuro rifugio in te
lascialo sciogliere nel tuo sguardo fermo
sapendo che non hai bisogno di rispecchiare quella rabbia
perchè hai un utero : un dolce, profondo, portale, per lavare e risanare vecchie ferite.

Se vuoi cambiare il mondo, ama un uomo, ma amalo veramente
Siediti davanti a lui nel pieno potere del tuo essere donna e nella perfetta vulnerabilità
Gioca con la tua innocenza infantile, scendi nel profondo della tua morte, invitalo a conoscere il tuo giardino
dolcemente abbandonati permetti di entrare in te al suo potere di uomo perché possa venire da te e nuotare nel grembo della terra, insieme, con consapevolezza.

E quando lui si ritirerà, perchè fuggirà per paura nella sua caverna,
raduna le tue antenate intorno a te, invoca la loro saggezza.
Ascolta i loro sussurri dolci
che calmano il cuore delle donne spaventate
che ti spingono ancora a lui
ad aspettare pazientemente il suo ritorno
Siediti e canta dietro la sua porta, un canto del ricordo
che porta calma, sempre.

Se vuoi cambiare il mondo, ama un uomo, ma amalo davvero
Non convincere il suo bambino, con l’astuzia, la seduzione e l’inganno solo per attirarlo nella rete della distruzione, sarebbe un luogo di caos e di odio, più terribile di ogni guerra combattuta dai suoi antenati
Questo non è essere donna
questa è vendetta, è veleno dalle linee contorte
di secoli di abuso
dello stupro del nostro mondo
e questo non da alcun potere alla donna
e uccide tutte noi.

Ora mostrargli cos’è una vera madre
prendilo per mano e guidalo nella tua grazia e nella tua profondità
fino al centro fumante della terra
Non punirlo per le sue ferite, perchè non soddisfano le tue esigenze o criteri.
Piangi insieme a lui fiumi dolci
che purificano la via per tornare a Casa
Se vuoi cambiare il mondo, ama un uomo, ma amalo davvero
Amalo abbastanza da poter essere nuda e libera
Amalo abbastanza per aprire il tuo corpo e la tua anima al ciclo della nascita e della morte

Ballate insieme attraverso i venti impetuosi e boschi silenziosi
permettiti di essere abbastanza coraggiosa per essere fragile e aiutalo a bere dai petali inebrianti del tuo essere.
Fagli sapere che può aiutarti ad alzarti e può proteggerti
ricadi nelle sue braccia e fidati di lui, ti prenderà.
Anche se sei caduta mille volte prima,
insegnagli ad arrendersi consegnando te stessa a lui

Se vuoi cambiare il mondo ama un uomo, ma amalo davvero
Incoraggialo, nutrilo, guariscilo
e sarai nutrita e guarita
perchè lui può essere, se lasci che sia, tutto ciò che hai sempre sognato.

Lauren Wilce


martedì 30 ottobre 2018

POISON

Ma poteva starsene tranquilla? Poteva? Godere della tregua, inaspettata quiete dopo infiniti giorni di plumbei cieli?
No che non poteva.

Il veleno pungeva in pupille opache, dilagava tossico nei pensieri, paralizzandola in gesti compulsivi e ridicoli.

L'aveva vista, una Belladonna, di nome e di fatto, e ora ne stava morendo.
Come sorreggere chi cade sempre più in basso?
Il suolo l'avrebbe fermata, a pezzi l'avrebbero trovata, con occhi sbarrati su una cieca ottusità.

VERTIGINI

"Vai, che ho da volare,
che volerai anche tu,
ma non con me".

     E lo vide triste
       e rassegnato, 
    incuriosito
       e assetato,
      dimentico
      e PRONTO.

Il bordo sospirava di buoni profumi e lui se ne nutriva
Ma sotto, la sgomenta vertigine del nulla, che solo lei vedeva, perchè era la SUA.


"Non andare, 
che ancora possiamo volare, 
che volerai anche tu
con me".

venerdì 12 ottobre 2018

UNA VOLTA DISSI

Una volta dissi:
"Chi di spada ferisce...". 

Eccola là, 
    la spada, 
         la lama. 
              L'ama.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...