Foto di Fatima Calabrese - Lotzorai (OG) 2011

domenica 19 febbraio 2017

IL SOGNO

Nelle nebbie del sogno
s'incontrano anime
da luoghi remoti.
Vaghe le forme,
caldo il sentire.

Diafane mani
cercano il tocco,
orfane del tempo
e occhi affondano ebbri
in obliati volti.

Ricorda.
Ricorda,
quando il sonno svela
in altre sembianze
lontani turbamenti.

Ricorda,
quando sorge la notte
a lumeggiare
tra i mondi
dimentichi baci.




martedì 31 maggio 2016

KORUCREAZIONI gioielli in rame - COLLANA NEFERTITI


Sono molto orgogliosa di questo pezzo. E' una collana 

che è stata ottenuta partendo da un tubo di rame. 

Dal tubo è stato ricavato un anello che è stato aperto, 

lavorato con la tecnica del martellamento, inciso e 

colorato col fuoco.


I pendenti sono due diaspri africani laterali ed una perla 

di onice nera centrale. 


Collana in rame battuto e pietre

mercoledì 18 maggio 2016

KORUCREAZIONI gioielli in rame - LA TANIT

La Tanit è un antichissimo simbolo che rappresenta l'effige di una donna, la donna per eccellenza, la dea Inin, poi Inanna venerata dei sumeri, Ishtar dai babilonesi, Inar dagli ittiti; seguono le genti di Ugarit con Anat e Ashtarte, i greci adoravano Afrodite e la ninfa dei boschi Nape, un nome che si ritrova nella regione di Carceres e Galizia in Spagna.
personale interpretazione della Tanit
Personale interpretazione
 della TANIT


Per contro, in Sardegna si ritrova questo simbolo in molti siti di età nuragica e dagli studi recenti, emerge che la Tanit racchiuda in se il nome e il segno di Dio, della divinità in senso lato.
"Che le cosiddette Tanit siano di invenzione e produzione sarda nuragica e affatto punica (1) lo aveva  intuito e sostenuto per primo Giulio Chironi in una nota e ora famosa risposta piccata di venti anni fa dello studioso all' archeologo Giovanni Lilliu, quest'ultimo del tutto incredulo di fronte all'iconografia e alla scrittura di quattro cocci (v. fig. 3 -4 -5 -6) trovati presso una vigna ed un nuraghe in Orani"  (http://monteprama.blogspot.it/2014/12/buon-natale-da-selargius-cose-la.html).

simbolo della TANIT
TANIT con onice nera


Spesso rappresentata con la testa romboidale e le braccia a svastica, la figura si trova all'interno di numerose scritte in lingua protosarda, e "...Essa rappresenta la divinità YH (YHH, YHW, YHWH) di antica origine cananaica, quindi sarda e poi israelitica; è la successiva e famosa 'Panè Ba'al' פנה בעל, ovvero l'immagine del Signore".

Io ho voluto riprendere questo antico simbolo, reinterpretandolo secondo la mia personale ispirazione.


sabato 14 maggio 2016

KORUCREAZIONI - gioielli in rame

Anche qui presento una nuova versione di me, quella che ama creare forme con il metallo. 
bracciale in rame

Il RAME, questo lucente metallo dal colore rosso, ancora più rosso se si nutre del calore e della luce. 

Fili morbidi si prestano docili e si fanno intrecciare in spirali e cerchi.. Fili duri richiedono energia e forza, si piegano solo ad una grande volontà di creazione.

ciondolo in rame battuto con onice nera


E poi ci sono loro, le pietre, i cristalli, con i mille colori che sapientemente la natura ha donato loro, catalizzatori di energie, condensati di luce, materializzazione dei centri.

pendente in rame con avventurina azzurra

Tutto questo per dare vita a gioielli che non appaghino solo gli occhi, ma anche il cuore.
Strumenti per evocare antichi simboli, per richiamare l'attenzione su alcune parti di noi.

simbolo originale della TANIT
TANIT

Vi invito a visitare il mio sito  KORUCREAZIONI e la mia pagina FACEBOOK  .
Che l'avventura abbia inizio.

copertina di KORUCREAZIONI


sabato 7 dicembre 2013

LETTERA AL FIGLIO

Mio amato figlio,

che diedi alla luce con dolorosa gioia, che il lacrimoso stupore placasti al primo udire del tuo nome, dalla voce che già vibrava nelle acque dell'oscuro mondo, a te guardo ora, promessa di uomo. 

Perdona, mia carne, perdona questa bocca che ti baciò incredula e che plasma di verbo crudeli saette, che bruciano giovane la bianca materia.

Lenisci, mia anima, degli occhi l'ira col nero candore dei tuoi specchi e abbi pietà, mio spirito, di queste mani
che sfiorarono i morbidi sogni sulle guance e che barbare ora brandiscono incubi uccidendo speranze.

Perdona, oh figlio, queste amare lacrime, che solo il più grande dei dolori e il più grande degli amori copiose posson far cadere a lavare le colpe. 





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