Foto di Fatima Calabrese - Lotzorai (OG) 2011
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sabato 27 aprile 2013

Mon secret amour


Françoise, mon cher, 
da tempo attendo invano tue notizie, ma pare che il tempo nostro sia sfumato, come gli ultimi lembi di luce che al crepuscolo ancora indugiano, ma rassegnati scivolano nelle rosse tenebre dell'imminente notte. 
Eppure pare ieri che ci incontrammo, colmi di solitudine, mendicanti d'umano conforto, affamati di parole e carezze. 

Sei scomparso nel silenzio senza perchè, mon cher, yeux noirs, col vento nel cuore, avvolto in un soprabito d'ombra ad inseguire un nuovo sentiero, ad indossare una nuova maschera.

Ho visto la tua mano sorreggermi, ho assaporato di te pensieri proibiti, che sapevano di vino e tabacco, di uomo e di santo, di follia e di lacrime. E tu, yeux d'ange, mi guardavi nuda nel cuore e non mi vergognavo.

Dove saranno i tuoi occhi? Quale corda, quale laccio starai stringendo sulle membra di un'immolata vergine? Col vento nel cuore sei andato e mi chiamavi mon secret amour, mon cher, e lo ero ed ero felice. 

Buon viaggio, mon ami, prosegui il cammino. Non smetterò di sentire addosso il tuo sguardo, come profumo lo indosserò, spogliandomi nella notte di me stessa e tu sarai lì a guardarmi, dolce e forte, come l'assenzio che bevemmo quell'ultima notte insieme.

Mélisse L.B.



venerdì 18 gennaio 2013

L'ATTESA

Erano ore che attendeva su quella uggiosa panchina, triste di foglie sparse qua e là, che si commiseravano della loro sorte.

Forse il bambino ha avuto la febbre.
Il lavoro, certo, gli porta via sempre tanto tempo. 
Era l'ora di punta, il traffico...Tre ore fa, si, ma ce n'è sempre a tutte le ore. Sempre.
Starà di nuovo male la mamma?  
                                                        Speriamo di no.

Il cielo velato implorava riposo, striato di ambrati lembi vellutati.  Quasi era buio. Nella morsa del gelo prese la borsa e s'incamminò.
Il bambino, il lavoro, il traffico, la mamma...

Si era solo dimenticato di lei.


martedì 9 ottobre 2012

Lontani dal Nulla

" Hai raccolto in fretta le tue cose per poter PARTIRE, ma te ne ho rubata una, prima che ti portassi via anche quella: 
l'immagine triste di un uomo solo. 
La incarterò, stretta in un laccio nero, la conserverò e poi la cambierò, con i tuoi occhi, quando ancora sapevano RIDERE, leggendomi dentro".


Il mare addosso

lunedì 8 ottobre 2012

NESSUNA TRACCIA

"- Ti ricordi l'anno scorso, in montagna?
- Si, mi ricordo.
- Ricordi, il sole era insolitamente caldo per Gennaio, e lassù faceva freddo...
- Si, ricordo bene.
- Poi ha iniziato a nevicare, non si sa da dove, non c'erano nuvole, ma scendeva e scendeva, bianchissima e c'era il sole e noi ridevamo..
- Si, ricordo...
- Avevamo le mani piene, si riempivano subito, bianche, spumose, fitte di teneri fiocchi leggeri, luccicanti, candidi e silenziosi, ma è stato un attimo e poi l'abbiamo visto...
- Si...
- Il sole era troppo caldo e i fiocchi hanno iniziato a sciogliersi, si posavano e poi svanivano. All'improvviso quelle mani piene, morbide, dolcemente fredde, erano vuote, fradice, esangui, ghiacciate, intorpidite, gocciolanti, doloranti, attonite, defraudate...E' stato un attimo, prima c'era e poi non c'era più. Niente. Nessuna traccia.
- Si, mi ricordo...


- Te ne sei andato così, come quella neve, dal mio cuore. Sei svanito dolcemente all'improvviso
e di te ora resta soltanto una siderale assenza, scandita dalla freccia di quel tempo, che non tornerà..."



Il mare addosso

venerdì 5 ottobre 2012

PERVERSIONE

"Dicono che la perfezione NON sia di questo mondo, ma ci sono persone fatte veramente MALE e lei era una di quelle. Non era nuova a situazioni del genere, di quelle che se ci stai dentro finisci per danneggiarti e quando te ne tiri fuori hai sicuramente danneggiato qualcun altro
Forse non era del tutto colpa sua, la sua costante indecisione derivava dal fatto di essere cresciuta col DOPPIO di ogni cosa: due case, due madri, due padri e di essere spesso stata costretta a scegliere, di aver sempre desiderato troppo a lungo e di essersi abituata all'attesa.
Ma non c'erano più scuse, ormai: se tieni in mano il fiore più bello e lo sciupi solo per crogiolarti nel ricordo della sua bellezza, sei una persona fatta MALE."

Il mare addosso

venerdì 7 settembre 2012

Una nuvola di pensieri

"Anche stavolta era rimasta col bicchiere pieno e il cuore vuoto. Una sciarpa di pensieri, morbida come la sua BOCCA, a scaldare la solitudine. Non l'amava, certo, ma cos'era dunque quella sagoma vuota che le stava davanti, se non la sua fredda assenza, che piano diventava intollerabile mancanza
Una nuvola di pensieri, calda come la sua BOCCA, a scaldare la solitudine..."

SWING IT LOW

-"Però, se non altro sei coerente con te stessa nel non esserlo affatto".
- "Perchè dici così?"
- "Perchè se uno decide di tacere non può far passare le parole dalla porta sul retro, sperando che l'altro non se ne accorga"
- "Forse uno lo fa perchè in realtà di tacere non ne ha nessuna intenzione..."
- "E' come andar via e restare ad origliare fuori dalla porta, sperando che qualcuno la apra al posto tuo e ti faccia rientrare. O bussi o levi il disturbo...".
- "Forse questa volta hai ragione. Ma chiudere le porte non è mai facile, meglio lasciarle socchiuse".
- "Si meglio lasciarle semiaperte. Lo so, io ho sempre ragione".
Continuò a guardarsi allo specchio per mezzo minuto ancora, cercando di decifrare le sue espressioni, poi spense la luce e andò a dormire...

Il mare addosso

mercoledì 5 settembre 2012

Il vento nel cuore

"Era autunno ormai, i profumi del mare e le orme sulla  sabbia svanivano anche dalla battigia del suo cuore. Ricordava i GIORNI di sole e le NOTTI d'amore, al lume dei suoi 
NERI OCCHI PROFONDI
"Ti porto via" - "Ho paura di te" - rispose. Scomparvero, sbiadirono e non lo rivide se non nei S.O.G.N.I. più proibiti, dove continuavano ad incontrarsi ancora..."

Il mare addosso
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