Foto di Fatima Calabrese - Lotzorai (OG) 2011

Capitolo primo - LA NUOVA ESTATE


Una nuova estate era cominciata. Quella precedente le aveva lasciato in bocca il sapore salato del mare e delle cose perdute, un gusto che non era ancora riuscita a togliersi di dosso, dalla pelle e dal cuore...Erano appena cominciate le vacanze e aveva tutte le intenzioni di trascorrerle in relax, dopotutto aveva sgobbato abbastanza per tutto l'inverno perciò senza eccessivi sensi di colpa decise che si sarebbe presa più tempo per lei, per fare ciò che le piaceva. Certo, del tutto libera non lo era, aveva sempre un figlio a cui badare, da lui le ferie non se le poteva prendere, no. Tuttavia, essendo comunque libera dal lavoro, le sarebbe rimasto abbastanza tempo per fare tutto, con calma.

Le cose ultimamente le erano andate abbastanza bene e non aveva dunque problemi finanziari: non sguazzava nell'oro ma non doveva nemmeno tirare la cinghia, poteva invece permettersi diverse distrazioni e quest'anno, visti tutti gli straordinari che aveva fatto e che le avevano fruttato un bel gruzzoletto, aveva anche deciso di intraprendere il viaggio. Insomma, se l'era meritato e per diverse ragioni. Quelli freddi erano stati mesi  molto impegnativi, la situazione a scuola era definitivamente precipitata e così le era toccato assumersi nuovi ruoli e nuove responsabilità che l'avevano portata a lavorare senza sosta fin quasi alla fine di giugno. La bella stagione, che era iniziata torrida e senza preavviso, l'aveva trovata già esausta e priva di forze, cosa che per lei era sempre stato un problema, visto che mediamente la sua pressione diastolica si aggirava attorno ai sessanta e anche meno. Quindi il pensiero di staccare, ma di farlo veramente, era come un'ancora alla quale aggrapparsi per  non sprofondare giù. 

Ma c'era anche un altro motivo. Quel viaggio se lo doveva. Era passato quasi un anno ormai e la cicatrice bruciava ancora, quasi fosse ancora ferita aperta che lasciava vedere la carne viva e rossa. Solo un anno, ma sembrava una vita intera quella che la separava da quegli eventi ancora così presenti nella sua mente carica di ricordi e di emozioni, come dei vecchi scatti dalle tinte tutt'altro che sbiadite. 

Erano quasi le tre e tra non molto sarebbe dovuta uscire a prendere il bambino. L'idea di mettersi in macchina con quel caldo non l'allettava, ma le toccava. Questo fine settimana Manuel l'avrebbe trascorso col padre che sarebbe venuto a prenderlo alle sette, perciò avrebbe dovuto preparargli la solita borsa con l'occorrente per quattro giorni, anche se poi ci stava di meno, ma si sa come sono fatti certi padri, meglio prevenire...
Prima però decise di farsi un caffè. Non appena fu pronto si accostò alla finestra e iniziò a sorseggiarlo lentamente, assaporando ogni sfumatura del gusto dolce-amaro che caratterizzava quella miscela speciale. Beveva e scrutava lontano le nuvole sparpagliate in cielo, che come un mucchio di biancheria in disordine celavano l'azzurro intenso. Si accese poi una sigaretta e uscì.

2 commenti:

  1. Mi piace questo racconto e' intriso di vita!
    Ciao
    Paolo

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  2. Ti ringrazio, è il mio secondo tentativo di scrittura in prosa, di solito faccio poesia.
    Un saluto
    Fatima

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