Foto di Fatima Calabrese - Lotzorai (OG) 2011

venerdì 2 novembre 2012

2 Novembre

E' sempre meglio tacere, annuire in silenzio e proseguire. Chi conosce chi? Ognuno sa di SE'. 

Siamo un mucchio d'ossa e carne che respira.


Non raccontare, nessuno sa udire, ognuno sa di .

Siamo solo un mucchio d'ossa e carne che respira. 
Un GIORNO non ci sarà più respiro, né carne ed allora 
           saremo un mucchio d'ossa 
                   e basta.

20 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=xK54WwMh9MI

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    1. "...noi siamo seri, apparteniamo alla Morte".

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  2. ..scenderò gli ultimi tre gradini per donarti la mia mano e se non la troverò cercherò nel buio tra le incertezze. Con la morte gioco a sorte e non intendo perdere te.

    Cielo plumbeo
    (AVMpress2012)

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  3. Ciao, Buon giorno!
    Fatima ...
    Va bene?
    Riflettete che ... una vita buona e santa dipendono dalla buona morte e la gloria eterna ....
    Grazie!
    Ottimo week-end!
    Baci

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    1. Sembra un pò paradossale che la vita dipenda dalla morte, una buona morte per una supposta buona vita chissà dove. Te lo auguro di cuore, è sempre meglio credere e sperare piuttosto che vivere con la certezza che chiuso il sipario la festa è finita e basta. ma se così non fosse come potremmo saperlo? E' il solito, lungo, estenuante dibattito. Io ho tirato i remi in barca e mi lascio trasportare dalla corrente della vita, quando poi finirà il viaggio almeno me lo sarò goduto.

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  4. forte, d'impatto, triste; ma maledettamente veritiero.
    una bella riflessione, alla fine siamo solo un mucchio di ossa e tutti, nonostante tutto finiremo nelle stesso modo...
    buon weekend baci

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    1. Devo dedurre che anche tu non nutri grandi speranze per il dopo spettacolo?

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  5. ...e spesso crediamo di sapere molto di noi stessi e invece , ci conosciamo anche poco!

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  6. ...penso che, quando si legge una verità incontestabile, nulla ci sia da commentare se non prenderne atto...e le tue parole sono verità, un assioma che non lascia spazio neppure alla riflessione...gli ultimi versi, una silloge terribilmente macabra ma vera, vorrei fosse scritta sul mio epitaffio...un post da 110 e lode, per mera semplicità d'impatto emotivo...altro che poesie sulla morte!...:.) un plauso da parte mia...tre abbracci cara amica...

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    1. Caro Sergio, eppure ero convinta che tu fossi uno dei "fortunati" a credere che siamo qualcosa di più e che "Il Regno Dei Cieli" ci attende. Chissà, io non lo so, nessuno è mai ritornato a raccontarmelo, tuttavia da qualche parte dentro mi auguro che forse non sia davvero così come ho scritto. Ma infondo, chi lo sa?
      Ti abbraccio tanto caro amico

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    2. ...mi dispiace cara Fatima, di averti forse deluso. Sono ateo. Credo soltanto nella scienza empirica. E come entità suprema: l'uomo. Quello uguale a me che vedo tutti i giorni. Quello con cui parlo tutti i giorni. Gli stessi che vedo soffrire e gioire, amare e un giorno andarsene per sempre, lasciando come unica traccia fisica delle ossa, e come orma del loro passaggio terreno, delle belle parole scritte, ma che restano sempre sorrisi di morti. Sono un leopardiano di prima linea: "vanitas, vanitatis et omnia vanitas"...così per combattere la nostra impossibile decifrazione esistenziale, mi sono sempre aggrappato al 'Bello e alla Bellezza'... enti inviolabili quali l'Amore, e le arti maggiori: la poesia, tutta quella che sa emozionarmi. La musica, da Bach fino a Stravinsky stop. La pittura, da Giotto fino al periodo futurista stop. La scultura, dalla preistoria fino a Moore, stop. La letteratura classica, fino a H. Hesse e T. Mann. Stop. Poi la filosofia ellenica, da Socrate fino ai neo platonici, stop....la mia esistenza è sempre stata racchiusa in questi limiti...la felicità non esiste, poiché tutto ciò che è corruttibile e soggetto ad accidenti, a mio avviso non sarà mai sorgente di felicità, da non confondersi col piacere...io ho sempre considerato la 'felicità', sprazzi di gioia...così per me non resta che il mondo tangibile delle emozioni....mondo fruibile con la 'sensibilità d'animo' che è propria dell'uomo,stop. Spero di non averti annoiata...un abbraccio, stop....

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  7. Carissimo Sergio,
    la mia non è affatto delusione, solo sorpresa, mi era parso di leggere un "Dio" scritto maiuscolo in un pò che anelava speranza, ma forse l'ho interpretato male. Tutto ciò che hai detto non solo lo condivido, ma coincide col mio punto di vista, col mio personale sentire. Non sono categorica nel pormi limiti, tutto ciò che di fruibile c'è in termini di Bellezza (arte umana e naturale) io lo Amo. Come te credo, tutto ciò che ci sia di Bello e Amabile nell'esistenza umana suscita in me una strana, profonda commozione ed emozione, quella che scaturisce dalla parte strettamente umana che abbiamo e che ci distingue dagli animali. Perchè la differenza che abbiamo con loro non è certo il grado di intelligenza ma quello che comunemente si chiama "anima", che non è altro che un nome abusato e provocatorio per indicare gli infiniti universi che ci portiamo dentro, insondabili del tutto anche a noi stessi, inconoscibili alle nostre simili monadi. Tuttavia io sono agnostica e questo perchè credo che la nostra infinita incapacità di cogliere l'immensità ed il mistero di ciò che esista è talmente grande che non è possibile giungere a delle certezze, anche quelle che escludono qualcosa. Non posso credere se non a ciò che vedo e sento, non compio nessun cieco atto di fede, ma se negli angoli bui del mio essere percepisco un battito d'ali che mi spinge a volare su territori sconosciuti, allora io vado e volo e se nel mio volo vedo con gli occhi interiori cose che non mi spiego allora dubito e dubitando posso anche immaginare (non sperare) che la materia visibile non sia l'unica realtà possibile.
    Non dobbiamo mai precluderci niente, sarebbe uno spreco di vita.
    Buona giornata caro amico.

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  8. ...carissima Fatima, ho letto più volte la tua dissertante disquisizione: un gemma per verità in essa contenuta. E per la bellezza prosaica! E' il più bel pensiero personale che abbia mai letto. Forse perché nella visione indecifrabile della vita umana, percepisco che il nostro intelletto interiore condivide affinità che Goethe chiamava 'elettive'. Che il tuo pensare fosse dotato di un'immaginazione sconfinata, lo avevo notato fin dai tuoi primi scritti, ma che il tuo scrivere trovasse la sua forma più bella nel rappresentare la profonda complessità dell'anima, è stata una piacevole sorpresa. Vera, la tua osservazione: molte volte scrivo 'Dio', ma non specificandone nessuno in particolare. Questo per rispetto verso coloro che professano una fede religiosa. Un sorriso di compiacimento è scaturito sull'istante, quando ho letto il tuo: " non posso credere se non a ciò che vedo e sento..." Fatima, questa espressione è un assioma indiscutibile! Poiché, per logica razionale, nessun uomo può credere in ciò che non conosce! Ecco allora che per credere in un Dio, è necessario il mutuo concorso di una fede. Ed è questo che le religioni hanno capito subito: dogmatizzare il pensiero fin dalla culla. Inculcare il loro credo fintanto che la mente è debole. E lavorare sul mistero della fede. E mentre l'uomo crede e professa amando il suo Dio, a fatica riconosce il suo simile. Quello che vede ogni giorno, lo stesso che porta dentro di sé l'unico dio possibile: se stesso. A.Schopenauer, a mi avviso secondo soltanto al Titanico Goethe, ne 'il mondo come volontà e rappresentazione', sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che ogni uomo vede tramite la sua volontà; tanto che non esiste una sola realtà, quindi illusoria, ma tante quante ogni pensiero diverso raffigura e rappresenta a se stesso; ecco allora il tuo concetto, che la materia visibile non sia l'unica realtà possibile, trovare la giusta collocazione nel non precludere mai niente: come ad esempio, il poter affermare che tu sia un'aliena, finché empiricamente non si dimostra il contrario...concludo: la vita andrebbe possibilmente vissuta nella successione illimitata dell'istante, e come affermi tu, senza precluderci nulla....con ammirazione tuo devoto discepolo...

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  9. Amico caro, disquisire con te di argomenti così profondi e delicati è come fare con me stessa uno dei miei tanti e silenziosi monologhi interiori, con la bellezza di avere risposte che talvolta discostano dalle mie e che quindi mi pungolano a riflettere. Intanto è verissima una cosa che hai detto: l'uomo non può credere a qualcosa che non conosce, ma da qui si dipartono una serie di discorsi che porterebbero lontano. Questa affermazione è stata detta in relazione a Dio (anch'io per quanto mi sforzi di usare la lettera minuscola mi sembra sempre di offendere qualcuno, o forse solo il mio Superio guardingo che ancora tenta di riportarmi all'ovile) e alla stupenda verità affermata da Schopenauer. Messe insieme queste cose ci portano all'unica conclusione possibile: se crediamo anche in ciò che è indimostrabile evidentemente ci sono altre forme di conoscenza che non passano per i consueti canali della percezione sensibile, né della dimostrazione empirica. Qui faccio l'avvocato del diavolo, contraddicendo quello che ho detto prima o forse non tanto contraddicendolo quanto confermando il fatto che certezze vere non ne abbiamo su certi campi del sapere. Io sono stata educata nell'ambito della religione cattolica, come è "buona norma" per la maggior parte delle famiglie italiane, almeno ancora ai miei tempi, tuttavia la mia scalpitante e indomabile ragione trovava troppe falle in quel sistema perfetto che cercava di far quadrare il tondo con storielle buoniste e minacce terrificanti, di impacchettare la vita e tutte le domande che albergano nell'uomo fin dall'infanzia con risposte preconfezionate da secoli di clamorose e vergognose balle. Mi sono ribellata, ho cercato altre deludenti strade: niente risposte dal cielo, solo un'infinità di domande nell'anima. Nonostante ciò, da vie traverse, da canali inconsueti, ho sempre continuato a sentire una voce lontana, come un atavico richiamo, un'eco proveniente dall'inconoscibile che rimbalzava dentro me: questa è la forma di conoscenza altra su cui si potrebbe basare una credenza, non dimostrabile, non conoscibile se non a chi la riproduce come cassa armonica, poco spiegabile e molto poco credibile. Chiudendo il cerchio, andando oltre tutti i dogmi, questa può essere l'unica forma di fede accettabile, personale, umile, silenziosa, che non vuole convincere, che non vuole evangelizzare, ma che essendo soggettiva lascia il perenne dubbio, sarà vero o è tutto frutto di me stesso? E' Dio o sono io? Ecco le infinite realtà del filosofo, ad ognuno la sua, ognuno col suo personale dio, col suo personale paradiso, con la sua personale visione del mondo. Sono uscita fuori tema? Mi lascio sempre prendere la mano quando si entra in questi discorsi!
    L'ammirazione è tutta mia...

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  10. ...cara amica, non pensare che mi sia dimenticato dei tuoi pensieri...ho avuto due giorni da boscaiolo, di quelli che si vedono soltanto nei film...chissà, forse come attore, no scusa, come controfigura, avrei potuto avere una vita migliore...ps. non sei affatto uscita fuori tema, tanto da meritare un'attenzione speciale: il mio personale inferno...a presto anima extraterrestre...:-)

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  11. molto particolare e accogliente qui! la brezza che si respira avvolge l anima.. dolce fine settimana

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  12. ...cara amica Fatima, credimi, sono infuriato come una belva ferita...avevo scritto una pagina di parole in risposta alla tua ultima riflessione, quando non so quale tasto abbia sfiorato, perché tutto è sparito come per un malefico incantesimo...ora la furia e la rabbia non mi permettono di ritornare sull'argomento che tanto mi pungola ancora...lo farò un altro giorno con la lucidità mentale necessaria...con rammarico tuo ammiratore...

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  13. Belli e carichi di sentimenti i tuoi post. Complimenti

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CIAO, DIMMI A COSA PENSI...◕‿◕

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